Un nuovo inizio, tante storie, una sola classe

Lunedì 14 settembre si sono svolte le attività di accoglienza rivolte agli studenti delle classi prime e quinte dell’Istituto “Archimede”

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Al via le attività di accoglienza delle classi prime.

Un nuovo anno scolastico è cominciato e, con esso, per gli studenti delle classi prime si apre un percorso fatto di incontri, nuove relazioni, scoperte e opportunità.

È con questo spirito che lunedì 14 settembre si sono svolte le attività di accoglienza rivolte agli studenti delle classi prime e quinte dell’Istituto “Archimede”, nelle sedi di Cammarata e Casteltermini.

Il primo giorno non è stato pensato semplicemente come l’inizio delle lezioni, ma come un momento per conoscersi, sentirsi accolti e iniziare a costruire il senso di appartenenza alla comunità scolastica. Un passaggio particolarmente significativo per chi entra per la prima volta in una nuova realtà e che può aver bisogno di tempo, ascolto e relazioni positive per sentirsi parte del gruppo.

A Cammarata, gli studenti delle classi prime e quinte dei plessi di Cammarata e San Giovanni Gemini hanno condiviso la giornata presso il Teatro Comunale; a Casteltermini le attività si sono svolte presso il plesso Madre Teresa di Calcutta.

La mattinata è iniziata con un primo momento di conoscenza: i docenti dei Consigli di Classe si sono presentati agli studenti delle classi prime, raccontando il proprio ruolo e dando avvio a quella relazione educativa che accompagnerà i ragazzi nel nuovo percorso scolastico.

Successivamente, gli studenti sono stati coinvolti in un’attività di socializzazione attraverso il “Gioco del gomitolo”, una proposta semplice ma significativa per favorire la conoscenza reciproca e la costruzione del gruppo. Disposti in cerchio, i ragazzi hanno avuto l’opportunità di presentarsi e di condividere qualcosa di sé, passando il gomitolo da un compagno all’altro e mantenendo ciascuno una parte del filo. Al termine, il filo ha formato una vera e propria rete, diventando una rappresentazione concreta dei legami che iniziano a costruirsi all’interno dell’ambiente scolastico. Il gioco del gomitolo è infatti utilizzato in ambito educativo proprio per favorire la conoscenza del gruppo e la costruzione di relazioni positive.

Un’attività apparentemente semplice, dunque, ma capace di veicolare un messaggio importante: ogni persona è parte del gruppo e ogni relazione contribuisce alla costruzione della comunità.

Particolarmente significativo è stato anche il coinvolgimento delle famiglie degli studenti delle classi prime, invitate a partecipare al momento iniziale di saluto insieme alla Dirigente Scolastica, ai Responsabili di Plesso e ai docenti dei Consigli di Classe. Un segnale concreto di quella corresponsabilità educativa che vede scuola e famiglia impegnate, ciascuna nel proprio ruolo, nella costruzione di un ambiente favorevole alla crescita degli studenti.

Accogliere, infatti, non significa soltanto presentare una scuola o illustrarne le regole. Significa creare le condizioni perché ogni ragazza e ogni ragazzo possa sentirsi riconosciuto nella propria individualità, valorizzato nelle proprie capacità e accompagnato nella costruzione di nuove relazioni.

Anche la presenza degli studenti delle classi quinte ha assunto un significato particolare: i più grandi hanno rappresentato, attraverso la loro presenza e la loro esperienza, un possibile ponte tra chi arriva e chi già conosce i luoghi, le persone e la vita della scuola.

A rendere ancora più vivace il momento di accoglienza presso la sede di Casteltermini è stata inoltre l’esibizione delle alunne cheerleader, che hanno offerto ai presenti un momento di energia, entusiasmo e condivisione, contribuendo al clima festoso della giornata.

La giornata si è conclusa in un clima di condivisione con un momento di convivialità caratterizzato dall’esibizione di un alunno ed il suo tamburo e con la Jam Session dedicata alla musica e alla danza, alla quale studenti e famiglie sono stati invitati a partecipare liberamente.

La musica, in questo contesto, è diventata uno spazio di incontro nel quale ciascuno ha potuto scegliere se esprimersi, ascoltare, suonare, cantare, danzare o semplicemente stare insieme agli altri. Una proposta volutamente aperta e inclusiva, nella convinzione che la partecipazione non debba avere un’unica forma e che ciascuno possa contribuire alla vita della comunità secondo le proprie possibilità, interessi e sensibilità.

Nel corso del momento di accoglienza è stato richiamato, dalla Dirigente Scolastica Giusi Gugliotta, anche il pensiero dello scrittore e giornalista Mario Calabresi, autore di “Alzarsi all’Alba”, libro che invita a riflettere sul valore della fatica, dell’impegno, della costanza e della cura nel raggiungimento dei propri obiettivi. Una riflessione particolarmente significativa anche per il mondo della scuola. Un messaggio che può accompagnare l’inizio di un nuovo percorso: crescere significa imparare, provare, talvolta sbagliare, riprovare e scoprire progressivamente le proprie capacità. E tutto questo richiede tempo, pazienza, costanza, tenacia e fiducia.

La Dirigente Scolastica ha voluto così sottolineare il valore di un’accoglienza che non si esaurisce nel primo giorno, ma che deve diventare uno stile quotidiano della comunità scolastica, fondato sull’ascolto, sul rispetto reciproco, sulla collaborazione e sulla valorizzazione di ogni persona.

Il titolo scelto per queste giornate – “Un nuovo inizio, tante storie, una sola classe” – racchiude proprio questa idea: ogni studente arriva a scuola con la propria storia, le proprie esperienze, le proprie attese e le proprie potenzialità. Il compito della comunità educante è creare le condizioni perché queste storie possano incontrarsi e trasformarsi, giorno dopo giorno, in un percorso comune.

Il 14 settembre è stato dunque soltanto il primo passo.

Da oggi comincia il viaggio.

Benvenuti alle nostre classi prime.
Buon cammino a tutti.